Page 80 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Ettore Gherbezza
zum-večerinka) durante il periodo della quarantena. In russo struttura e
significato della voce sono del tutto trasparenti, poiché sono già state as-
similate le singole parole dalle quali ha avuto origine la fusione nella lin-
gua donatrice, ovvero karantin e martini. Un caso molto simile dal pun-
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to di vista strutturale è rappresentato dalla parola macedonia kovidiot,
derivata dalla contaminazione aplologica inglese covidiot (covid + idiot);
in russo la voce ha carattere dispregiativo e indica sia coloro che ignora-
no in maniera superficiale le misure di sicurezza anti covid, sia coloro che
in maniera irrazionale fanno scorte di generi di prima necessità alimen-
tando il panico. 27
Più in generale, inoltre, va registrata una diffusa energia creativa lega-
ta alla tradizione popolare russa; il gioco linguistico coinvolge la tradizio-
ne folclorica, dando luogo a curiosi adattamenti ispirati alle fiabe:
(16a) V rubrike «Udalenuška i bratec Divanuška» telekanal Moskva 24
pokazyvaet, kak moskviči provodjat vremja na udalenke (Moskva24,
06.10.2020; es. ripreso da Priemyševa 2021b, 556).
(16b) ‘Nella rubrica «Udalenuška e il fratellino Divanuška» il canale
Moskva 24 mostra come i moscoviti stiano vivendo il periodo del lavo-
ro a distanza’.
In questo caso i protagonisti della fiaba popolare, sestrica Alenuška (la
sorellina Alenuška) e bratec Ivanuška (il fratellino Ivanuška) vengono tra-
sformati per assonanza fonetica nei sostantivi udalenuška (da udalenka,
composto ridotto in -ka di udalennaja rabota, ‘lavoro a distanza’) e diva-
nuška (da divan, ‘divano’), che rimandano a due elementi fondamentali
della narrazione del periodo pandemico. 28
Il virus è stato quindi associato metaforicamente ad un mostro: per es.
la denominazione colloquiale e scherzosa kovidlo (cf. Priemyševa 2021d,
104) è il frutto di una contaminazione tra le parole kovid (‘covid’) e zlo
(‘cattiveria’), padlo (‘carogna’), čudišče oblo (‘mostro dalle cento fauci’);
in particolare quest’ultima associazione rimanda al feroce e gigantesco
mostro di cui si legge nell’epigrafe del Viaggio da Pietroburgo a Mosca di
26 Cf. Miturska-Bojanovska (2021, 412), Janurik (2021, 490-491), Priemyševa (2021d,
68-69); la voce Quarantini si è affacciata anche in italiano: cf. Pietrini (2021, 13).
27 Cf. Miturska-Bojanovska (2021, 411-412), Janurik (2021, 486-487), Priemyševa
(2021d, 97); per l’italiano cf. Pietrini (2021, 35).
28 Possiamo dire che il divano è stato uno degli oggetti della vita quotidiana maggior-
mente associato al frame della quarantena, con l’intento di sottolineare un aspetto
peculiare dell’isolamento, quello della monotonia e dell’inerzia.
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