Page 79 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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La lingua russa al tempo della pandemia
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sincronica – con le altre lingue, in particolare con l’italiano. Tutto ciò è
particolarmente significativo se adottiamo la prospettiva della linguisti-
ca cognitiva, e teniamo conto che quando usiamo o ascoltiamo una parola
“nel nostro cervello si attiva un frame” (Lakoff 2019, 6), ovvero un “quadro
di conoscenze acquisite sottostante” (Cardinale 2021, 87) che contribuisce
a dare significato a ciascuna parola. Di conseguenza, se il frame può esse-
re inteso come lo sfondo semantico su cui si staglia una singola parola, l’u-
so della metafora bellica per parlare di un virus attualizza le componenti
semantiche di ‘aggressione’, ‘pericolo’, ‘assedio’ e di fatto prepara e giusti-
fica l’adozione di posizioni particolarmente dure da parte del governo, co-
stituendo a un tempo un appello (seppure indiretto) allo spirito di sacrifi-
cio, o quantomeno all’accoglimento di una nuova gerarchia delle priorità
(cf. Lakoff e Johnson 1998, 54).
Guardando all’uso della lingua andrà infine sottolineata la componen-
te ludica che accompagna la formazione di una quantità enorme di paro-
le, e che può essere fatta rientrare in una più ampia strategia di “carne-
valizzazione” della lingua russa (cf. Kupina 2021, 291; Priemyševa 2021b,
552): sulla scorta del grande saggio elaborato da Bachtin (1990), possiamo
individuare nel riso carnevalesco il desiderio di entrare in un universo li-
bero e aperto, del tutto divergente rispetto alla situazione reale, soprat-
tutto attraverso gli strumenti della parodia e del rovesciamento. Così, tra
i molti occasionalismi si contano parecchie unità di carattere quasi gio-
coso: possiamo richiamare dapprima un paio di esempi attestati in più
lingue, a cominciare da karantini, parola macedonia mutuata dall’ingle-
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se Quarantini, che deriva dalla fusione di quarantine con Martini e indi-
ca ‘il Martini della quarantena’, o estensivamente una bevanda alcolica
bevuta in solitudine o durante una ‘festa a distanza’ (per dirlo in russo:
24 La retorica bellica è stata usata in molti stati europei, ma non in Germania: secondo
Zelenin la guerra evoca nei tedeschi associazioni negative, cosicché le autorità han-
no scelto una comunicazione improntata all’uso dell’attenzione e del buon senso,
senza evocare una disciplina di tipo militare; la pandemia nel discorso pubblico è
stata inquadrata piuttosto come un fenomeno naturale parificabile a uno tsunami,
all’eruzione di un vulcano o a un terremoto (Zelenin 2021, 78-79). Per il contesto
italiano cf. Lubello (2020), Cardinale (2021, 177-193); per una più dettagliata anali-
si dell’uso della metafora bellica in russo rimando a Kozlovskaja (2021, 234-253).
25 Scelgo qui di adottare il termine proposto da Bruno Migliorini per designare le
“formazioni, in genere nominali, che risultano dalla fusione di parti di lessemi
non riconducibili a unità morfologiche” (cf. Gaeta 2011); in inglese si parla comu-
nemente di blend e in russo di kontaminacija (in parallelo con il tedesco Kontamina-
tion). Per un’analisi dei vari tipi di parole macedonia attestati nel russo della pan-
demia cf. Mineeva (2021, 398-402).
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