Page 76 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Ettore Gherbezza


                  perto (e, estensivamente, anche solo colui che non rispetta le misure sa-
                  nitarie imposte dal lockdown – cf. Buceva e Zelenin 2021, 205; Priemyševa
                                21
                  2021d, 253-254).  In italiano non è possibile replicare il neologismo rus-
                  so accostando il relativo eteronimo, poiché nella tradizione italofona non
                  è diffusa l’associazione metonimica su cui poggia la nuova formazione
                  e il ragionamento appena formulato; nella traduzione può allora essere
                  d’aiuto un neologismo occasionale derivato nel contesto italiano dal for-
                  tunato modulo che ha avuto origine con i furbetti del quartierino: nelle
                  settimane dell’emergenza coronavirus “i furbetti si susseguono a raffica
                  secondo un meccanismo di ‘irradiazione deformata’ […] replicabile all’in-
                  finito: ecco quindi i furbetti della zona rossa, della spesa, della passeggiata,
                  […] delle seconde case, […] del fine settimana e persino quelli della quarante-
                  na” (Pietrini 2021, 29-30). In questo caso la corrispondenza tra italiano e
                  russo viene garantita dal registro colloquiale dei lessemi di entrambe le
                  lingue, e soprattutto dalla connotazione negativa e di condanna sociale
                  che li accompagna (cf. Pavlova 2021, 548; per l’italiano cf. anche Cardinale
                  2021, 188).

                  Contesto e uso della lingua
                  Conviene riservare qualche riflessione anche alle modalità con cui la lin-
                  gua ha dato corpo alla situazione pandemica, osservando di quali stru-
                  menti retorici si è servita; in quest’ottica andrà ricordata anzitutto la per-
                  sonificazione del virus, che rappresenta un chiaro esempio di metafora
                  ontologica (Lakoff e Johnson 1998, 53). Attraverso la personificazione
                  vengono messi in luce aspetti umani differenti:
                    (10a)  Nadejus’, čto v 2021 pojavitsja svet v konce tunnelja, i my vsej planetoj
                          zajmemsja vosstanovleniem vsego, čto razrušil kovid (Kommersant’’,
                          15.12.2020).
                    (10b)  ‘Spero che nel 2021 si veda la luce in fondo al tunnel, e in tutto il piane-
                          ta si possa mettere mano alla ricostruzione di tutto ciò che il Covid ha
                          distrutto’.

                  21 A margine si può ricordare un curioso caso di risemantizzazione che riguarda la
                    variante austriaca del tedesco: la parola Babyelefant oltre al suo significato di ‘pic-
                    colo dell’elefante’ ha preso ad essere impiegata per richiamare la ‘distanza minima
                    di un metro tra due persone per evitare il contagio da Covid-19’; in questo caso ab-
                    biamo a che fare sempre con un’estensione metonimica, ma non accompagnata dal
                    cambio di connotazione, che rimane positiva (cf. Pavlova 2021, 546-549, nonché
                    la registrazione della voce nella versione tedesca di Wiktionary: https://de.wiktio-
                    nary.org/wiki/Babyelefant).


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