Page 51 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Il sistema dei numeri cardinali nel contatto linguistico:


            tipo di (25), in cui il verbo compare al plurale, nonostante sia riferito a un
            soggetto duale. 26

               (25)   … so bili dwa blaka wkop. (Negro e Quaglia 2009, 58)
                    ‘… erano due pezze insieme.’

               Il verbo al plurale è usato anche con 3 e 4 e con i numeri sopra il 5 (26).
               (26)  So bile dynijst wor. (Steenwijk 1992, 193)
                    ‘Erano le undici (ore).’

               Si noti che al passato il verbo concorda sempre col genere del sostan-
            tivo, quindi in (25) è maschile come blëk m ‘pezza’, e in (26) è femminile
            come wora ‘ora’. In ciò il resiano si differenzia dallo sloveno standard, in
            cui il verbo al passato segue il genere del sostantivo solo con i numerali da
            l-4, mentre dal 5 in su si usa la forma neutra singolare (es. na plaži je bilo
            enajst senčnikov ‘in spiaggia c’erano undici ombrelloni’). Il resiano predi-
            lige dunque la concordanza ad sensum. Lo stesso vale del resto anche per
            lo slavomolisano (che si differenzia così dal croato); v. ad esempio sopra in
            (5) il perfetto su popal prf.pl  in combinazione con il prestito dijač ‘10’.

            La declinazione dei numeri cardinali resiani
            Nel sistema resiano, a parte i numeri integrati čantanar ‘cento’ e mijar ‘mil-
            le’, oggigiorno si tende a declinare pienamente solo il numero 1. Secondo
            Steenwijk (2023, 122) il paradigma è simile a quello dei dimostrativi isi e
            iti ‘questo, quello’. Il cardinale 1 concorda con il sostantivo retto (27). Esso
            ha anche le forme del plurale, che vengono usate per contare i pluralia
            tantum, come dne škarje ‘un paio di forbici’ (Steenwijk 1992, 124) o come
            pronome indefinito (28). La forma ne viene usata prima di altri numera-
            li come specie di articolo indefinito con il significato di “circa” (29). Essa
            compare anche nell’indicazione dell’ora in cui si verifica un evento, pre-
            ceduta da na ‘su’ (30), senza conferire il significato di approssimazione.

               (27)   Diwan no cëlo njïwo stroka. (Negro e Quaglia 2009, 102)
                    ‘Metto un campo intero di aglio.’

               (28)  Dne so mële këtino, ma dne nïso mële. (Negro e Quaglia 2009, 19) 27
                    ‘Alcune avevano la catena, ma alcune (= altre) non (l’)avevano.’
            26 Sull’indebolimento del neutro e del duale in resiano si veda più in dettaglio Benac-
               chio (2002, 78-80). Si noti anche la perdita completa delle forme verbali del duale
               nel sorabo superiore colloquiale, che conserva però molto bene le forme nominali
               (Breu 2017, 33).
            27 Nell’originale compare ni so anziché la forma corretta della negazione nïso.


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