Page 50 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Walter Breu e Malinka Pila


                  Probabilmente, da un punto di vista diacronico, dvi jabulki corrisponde
                  alla forma neutra duale originaria, mentre dwa jabulka è una forma inno-
                  vativa “maschile” (almeno da un punto di vista del numerale), originata-
                  si forse più che per influsso romanzo, per riorganizzazione interna del si-
                  stema. Infatti, nei sostantivi maschili la desinenza del nom.du coincide
                  con quella del gen.sg, entrambi escono in -a/-ä, che è anche la desinenza
                  del gen.sg.n. Può darsi che la desinenza del nom.du al maschile sia stata
                  dunque reinterpretata come gen.sg e, sulla base del sincretismo tra le de-
                  sinenze del gen.sg.m e del gen.sg.n, sia stata estesa anche ai sostantivi
                  neutri. Ciò avrebbe provocato lo slittamento del cardinale da dvi n a dwa
                  m. Altri esempi di questo tipo sono dwa lëta ‘due anni’, e dwa nöwa mës-
                  ta ‘due posti nuovi’. Non è escluso tuttavia uno sviluppo “opposto”, con
                  la tendenza a utilizzare la forma maschile dwa anche per i neutri che poi
                  avrebbe favorito l’uso del gen.sg.n in a anche per il nom.du, come pro-
                  pone Breu (2020b) relativamente all’estensione di dva maschile ai neu-
                  tri in russo e BCS, come uno dei punti di partenza per lo sviluppo del
                  paucale.
                    Alcune anomalie (non sistematiche) nel campo della reggenza sono i
                  casi di sostantivi femminili come dvi bile krave ‘due mucche bianche’, in
                  cui al posto della forma del nom.du (kravi) compare quella del nom.pl,
                  forse in analogia con la reggenza del 3 e del 4. Tuttavia, potrebbe trattarsi
                  anche della desinenza del gen.sg (nel caso di sostantivi con accento in ra-
                  dice) e di una possibile estensione del gen.sg ancora più generale rispetto
                  a quanto ipotizzato sopra in relazione ai sostantivi neutri.
                    A volte è il gen.pl ad essere ‘sovraesteso’, come in dvi vlïki kuluw ‘due
                  grandi ruote’, trï jëzaruw ‘tre laghi’, štiri bili taletuw ‘quattro vitelli bian-
                  chi’. Se non sono semplicemente errori, si tratta forse dell’inizio di un’in-
                  novazione recente.
                    Nonostante queste variazioni, il sistema tradizionale è reso ancora ab-
                  bastanza fedelmente. È dunque forse prematuro ipotizzare per i sostan-
                  tivi uno slittamento del resiano dal sistema duale (di tipo sloveno) al si-
                  stema paucale (di tipo russo o slavomolisano), con il paucale che coincide
                  con il gen.sg. Tuttavia, le premesse ci sono, e non solo dal punto di vista
                  del sostantivo. Infatti, se si allarga l’orizzonte di osservazione, si riscon-
                  trano altri fenomeni interessanti connessi a questo problema. Per esem-
                  pio, all’interno della categoria del numero, il duale sembra instabile, so-
                  prattutto in relazione al verbo. Sono sempre più frequenti gli esempi del






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