Page 46 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Walter Breu e Malinka Pila
Se, come si ricava da Potocki (1791), il sistema di composizione con red, este-
so a tutte le decine tra 40 e 90, era valido alla fine del Settecento, allora si deve
supporre che il sistema vigesimale in resiano debba essere un’evoluzione re-
lativamente recente. Questo fatto esclude che tale sistema sia da ricondurre a
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un’eventuale influenza celtica, esauritasi molto prima. Per quanto riguarda
i numeri compresi tra le varie decine, essi si esprimono aggiungendo il nume-
ro mancante da 1-9 nel caso degli intervalli da 60 a 70 e da 80 a 90, mentre per
quelli che già prevedono l’aggiunta di 10, si seleziona il numerale corrispon-
dente dalla fascia 11-19, una situazione che ricorda il sistema francese. Così si
avranno trïkrat dwisti nu dwa per ‘62’ (lett. ‘tre volte venti e due’), ma trïkrat
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dwisti nu dwanijst per ‘72’ (lett. ‘tre volte venti e dodici’). Tutto ciò non si trova
in sloveno standard che per tutte le decine sfrutta il modello ‘unità x decina’,
cf. štirideset ‘quaranta’ con sedemdeset ‘settanta’; e per gli intervalli tra le de-
cine prosegue secondo il sistema descritto per il ‘21’, ossia ‘unità + decina’, per
es. dvainšestdeset ‘sessantadue’, dvainsedemdeset per ‘settantadue’ e così via.
I numeri presi in prestito dalle lingue romanze
Come anticipato sopra, all’interno del sistema slavo si sono inseriti due
prestiti romanzi, più precisamente friulani. Si tratta dei numerali ‘100’ e
‘1000’, che compaiono rispettivamente nelle forme čantanar (cf. fr. cen-
tenàr ‘centinaio’), usato accanto a stu, e mijar (cf. fr. miàr o mijàr ‘migliaio’),
senza concorrenza. Anche i numeri composti si costruiscono con questi
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18 Il sistema basato sulle ‘file’ è ancora in auge almeno in alcune varietà dello sloveno
carinziano (Pronk 2009, 97), con cui il resiano ha avuto uno sviluppo linguistico
comune fino al XV secolo (Ramovš 1928, 110-111). Sulle teorie relative agli influssi
esterni sul resiano (turanico e celtico), considerate errate, si veda Steenwijk 2013.
19 Nei Materialien di Baudouin (1895, §703) s’incontra anche un caso di espressione
della cifra necessaria tramite sottrazione (anziché addizione), come accade in lati-
no. L’esempio in questione riguarda il numero ‘78’ che può essere espresso sia nella
forma tríkrat dwájsti ánu ö́senajst (3 x 20 + 18) che come štírikrat dwájsti máŋi dwá (4
x 20 – 2). Il sistema di sottrazione al giorno d’oggi non è più usato in resiano.
20 Le forme friulane sono ricavate dal Pirona (1871), che non riporta altri numera-
li corrispondenti a ‘100’, ma per ‘1000’ indica anche mil e mill. Il dizionario online
Arlef, che è più moderno, traduce ‘cento’ con il fr. centenâr e cent; mentre per ‘mil-
le’ riporta oltre a mil e miâr anche dîs centenârs (lett. “dieci centinaia”). Quest’ulti-
ma forma è stata prodotta da una nostra informante di resiano come prestito non
integrato, ma non sembra diffusa a Resia. Si noti che il resiano integra le forme
“collettive” dei numerali, ossia i sostantivi, non i numerali veri e propri. Ciò si os-
serva anche nello slavomolisano per quanto riguarda i prestiti molisani čendinar
e miljar. La forma čendinar, tuttavia, si alterna a čjend non collettivo, anch’esso di
provenienza romanza, e al collettivo slavo stotina, che sostituisce il numero origi-
nario *sto ‘100’, andato perduto. Nella generazione giovane si usano quasi esclusi-
vamente i prestiti čjend e addirittura il prestito italiano mil, non collettivi.
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