Page 49 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Il sistema dei numeri cardinali nel contatto linguistico:


            Tabella 5  La reggenza dei numerali in resiano
            1     m   dyn ramavi lonyc         nom.sg  ‘un pentolino di rame’
                  f   dnä bila rožica                 ‘un fiorellino bianco’
                  n   dnö gnjïlu jabulku*             ‘una mela marcia’**
            2     m   dwa stara mlïna          nom.du  ‘due vecchi mulini’***
                  f   dvi lipi hćirïci                ‘due belle ragazzine’
            3/4   m   trïji/trï ramavi lunčïći  nom.pl  ‘tre pentolinetti di rame’
                  f   štiri bile rože                 ‘quattro fiori bianchi’
                  n   trï rivinane jajce              ‘tre uova marce’
            5     m   pet ramavi**** lunčïćuw  gen.pl  ‘cinque pentolinetti di rame’
                  f   pet bili rož                    ‘cinque fiori bianchi’
                  n   pet woǵani wukin               ‘cinque finestre aperte’*****
            Note  * Dnä e dnö sono spesso realizzati foneticamente come na e no. ** Si noti che il
            numero 1 resiano ammette ancora anche la forma neutra (con i sostantivi neutri), mentre
            lo slavomolisano ha perso completamente il neutro sostantivale. *** È interessante il
            caso del sostantivo maschile sïn ‘ragazzo, figlio’, che al duale presenta la forma dwa sïnu
            ‘due figli’, con una desinenza dell’antica declinazione in -u, non però quella canonica
            syny nom.du dell’antico slavo, ma probabilmente quella del gen.sg. ****A volte il gen.pl
            dell’aggettivo è realizzato con -h finale (ramavih). *****Si noti che in resiano l’aggettivo
            al nom.pl oppone il genere “non femminile” a quello “comune” (= valido per m, f, n);
            per esempio rivinane nella locuzione trï rivinane jajce compare con la desinenza -e del
            genere comune (qui in dialetto sangiorgino). In ciò il resiano si differenzia dallo sloveno
            standard, in cui al nom.pl si osserva opposizione tra m (lepi ‘belli’), f (lepe), n (lepa).

               (21)  … so bili dwa žlejfarja di Logullo.             nom.du.m
                    ‘… erano due arrotini di Logullo.’ (Negro e Quaglia 2009, 107)
               (22)  Si mël dwa zobä karjanä.            acc.du.m (= nom.du.m )
                    ‘Avevo due denti cariati.’
               (23)  Ni so spet naredili trï itake pitüre.    acc.pl.f (= nom.pl.f)
                    ‘Hanno di nuovo fatto tre pitture di questo tipo.’
               (24)  Pet palanköw za dän hlibac.                      gen.pl.f
                    ‘Cinque soldi per una pagnotta.’
               Tornando al sistema in generale, si nota che esso è caratterizzato da
            una certa variabilità e nella produzione degli informanti convivono for-
            me alternative.
               Una certa variazione (condivisa da molti informanti) si osserva
            nell’ambito dei sostantivi neutri, che tendono a essere riclassificati come
            maschili o femminili, non necessariamente su modello romanzo, per es.
            suncë n → m ‘sole’ (fr. soreli m), ma kölu n → m ‘ruota’ (fr. ruede f). Un caso
            interessante è rappresentato da jabulko ‘mela’ (fr. miluç m), che al duale
            si presenta nelle varianti dwa jabulka e dvi jabulki (Steenwijk 1992, 124).


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