Page 45 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Il sistema dei numeri cardinali nel contatto linguistico:


               Le prime divergenze del resiano dallo sloveno si osservano in relazione
            al gruppo dei numerali da 20-29. In resiano i cardinali di questa fascia si
            esprimono secondo il sistema slavo, ossia ‘decina + unità’, quindi 21 sarà
            ‘20 + 1’ (res. dwisti nu dän lett. ‘venti e uno’) e così via. Lo sloveno, invece,
            segue il sistema tedesco, ossia quello del tipo ‘unità + decina’, per cui per
            21 si avrà ‘1 + 20’ (sln. enaindvajset, lett. ‘una e venti’). 16
               Illustriamo ora in forma di tabella le altre decine del resiano che, ripetia-
            mo, in slavomolisano si esprimono esclusivamente con prestiti romanzi0:


            Tabella 4  I numeri di origine slava mutatis mutandis in resiano, le decine (40-90)
            40   štredi
            50   patardu
            60   trïkrat dwisti (3 x 20)
            70   trïkrat dwisti nu dësat (3 x 20 + 10)
            80   štirkrat dwisti (4 x 20)
            90   štirkrat dwisti nu dësat (4 x 20 + 10)
               Le cifre 40 e 50 in resiano hanno uno status speciale, poiché sono com-
            poste secondo lo schema ‘unità + red’, in cui il red è l’unità di misura che
            indica una fila (di dieci covoni). In štredi ‘quaranta’, red compare al nomi-
            nativo plurale, mentre in patardu ‘cinquanta’ red si trova al genitivo plu-
            rale, secondo le regole di reggenza che verranno illustrate sotto.  I nume-
                                                                      17
            ri intermedi si ottengono aggiungendo la cifra da 1-9 mancante, per es.
            štredi nu dän ‘quarantuno’.
               Per l’espressione delle decine ‘60’, ‘70’, ‘80’ e ‘90’ si ricorre al sistema vi-
            gesimale, moltiplicando il 20 per il numero di volte necessario a raggiun-
            gere la cifra desiderata e aggiungendo ‘10’ nel caso di ‘70’ e ‘90’.

            16 Secondo Ramovš (1952, 109) il sistema sloveno non ha niente a che fare con quel-
               lo tedesco, poiché nelle lingue slave erano previsti entrambi i modi di realizzazio-
               ne spiegati sopra, che ogni lingua avrebbe poi rielaborato a modo suo. Non si può
               non notare, tuttavia, che sono proprio e unicamente le lingue che sono state o si
               trovano ancora in contatto col tedesco ad aver promosso/ il suo sistema: tra queste
               si contano non solo lo sloveno e il sorabo superiore e inferiore, ma anche il ceco e
               il casciubo, in cui il sistema “tedesco” convive con quello slavo. Inoltre, presentano
               tale uso anche alcuni dialetti del polacco e del croato, e parzialmente anche il croa-
               to del Burgenland. Si veda su questo punto Bayer (2006, 91-92).
            17 Pare che fino alla fine del Settecento anche il ‘sessanta’ si costruisse facendo ricorso a
               red, Potocki (1791, 13) riporta, infatti, la forma szesterdo e, accanto ad essa, le forme
               settendo ‘settanta’ (probabilmente una contaminazione con l’ital. settanta) e osendo ‘ot-
               tanta’ (entrambe senza -r-) e, ancora, dewerdo per ‘novanta’. In un canto religioso dedi-
               cato alla Madonna si trova, inoltre, šastardú ‘sessanta’ (ringrazio H. Steenwijk per que-
               sta informazione). Del resto è attestato anche il fenomeno opposto, cioè espressioni
               vigesimali per 40 e 50, ossia dwakrat dwisti (2 x 20) e dwakrat dwisti nu dësat (2 x 20 + 10).


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