Page 40 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Walter Breu e Malinka Pila
to estraneo. I sostantivi della classe I, tra cui ura, sono declinati come gli
altri sostantivi del vocabolario indigeno e i prestiti completamente adot-
tati e seguono le regole di reggenza dei singoli numeri. Nel caso degli ita-
lianismi della III classe, a differenza dei sostantivi parzialmente integrati
della II classe (che dal punto di vista grammaticale presentano la caduta
molisana della desinenza), si opera una distinzione tra singolare e plura-
le, analogamente all’italiano.
Le relazioni presentate nella Tabella 2 saranno ora illustrate da alcu-
ni esempi, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra eredità/inte-
grazione completa (I) e integrazione solo lessicale (II). La rispettiva classe
di concordanza è aggiunta tra parentesi. Va notato che, in base alla pre-
sentazione precedente, molti numeri presi in prestito dal molisano non
solo colmano lacune esistenti nel sistema normale, ma sono anche, ovvia-
mente, componenti del sistema di prestito. Quale dei due casi sia in atto
nel singolo esempio concreto, deve essere determinato dalla classe del so-
stantivo concordante. Così, ad esempio, kvatordič ‘14’ in (11b), a causa del
sostantivo ereditato e declinato gošti ‘anno gen.pl’, appartiene alla classe
di concordanza I, così come dva, tri in (11a). Al contrario, dičinòv in (11b), a
causa della forma di prestito non declinata an ‘anno, anni’, appartiene alla
classe II, così come vind ‘20’ nella stessa frase. D’altra parte kvatr miž in
(11c) è chiaramente di classe II, poiché kvatr non può in linea di principio
essere collegato a sostantivi genuinamente slavi o a prestiti pienamente
integrati. In (11d), nella forma slava četar misaca pc=gen.sg ‘4 mesi’, tro-
viamo una combinazione chiaramente di classe I, che contrasta diretta-
mente con kvatr miž molisano (11c). In (11e) c’è un caso di codeswitching
(classe di concordanza III), ma si può osservare qui, come capita non rara-
mente, la riformulazione della frase di codeswitching con una costruzione
che corrisponde alla classe di concordanza I.
(11a) Sa čija dva, tri gošta (I) nondeka.
‘Ho fatto due, tre anni lì.’
(11b) Mi jimahma dičinòv (I=II) an (II) e mèdz, još nimahma mangu
vind (I=II) an (II).
‘Avevamo 19 anni e mezzo, non avevamo nemmeno venti anni.’
(11c) Pèrò sa jima či kvatr miž (II) nu guzcu kana nu pipu. (= lavoravo
troppo)
‘Però dovetti far(mi) per quattro mesi un culo come una pipa.’
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