Page 37 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Il sistema dei numeri cardinali nel contatto linguistico:


            sedam, deset); in questo esempio è presente anche il numero completa-
            mente adottato dudič ‘12’. Le tre forme di gen.pl di godišt (~ gošta) ‘anno’
            presenti in (6), ossia godišti ~ godišt ~ gošti, sono varianti libere.
               (4)   Ma biša velka, je čila sèj malicihi gen.pl… Je mi čila sèt… prasenji
                    gen.pl.
                    ‘Ma (la scrofa) era grande, ha partorito sei piccoli… Mi ha partorito
                    sette… porcellini.’
               (5)   Ove subita su popal dijač soldati gen.pl  našihi gen.pl .
                    ‘Hanno immediatamente preso dieci soldati nostri.’
               (6)  Šest,  sedam godišti gen.pl , desat godišt gen.pl , dudič, desat gošti gen.pl .
                    ‘(Avevano) sei, sette anni, dieci anni, dodici, dieci anni.’
               È una caratteristica particolare dello slm. che in combinazione con mi-
            sure, pesi, tempi e date prese in prestito, come ad esempio juorn ‘giorno’
            in (7), vengano utilizzati solo numeri presi in prestito; vedi la descrizio-
            ne più dettagliata in paragrafo «La concordanza contesto-dipendente dei
            numeri cardinali slavomolisani» a pagina 36. Essi presentano quindi
            il nom.pl senza desinenza secondo le leggi fonetiche molisane, cioè desi-
            nenza zero (≠ ital. standard giorni nom.pl). Il sinonimo slavo dan, che se-
            gue il molisano juorn e lo riprende, passa invece – secondo la regola di reg-
            genza di cui sopra – a dani gen.pl.
               (7)   Dipend do korko cukra jima: sèj, sèt, òt juorn, dani, sikund.
                    ‘Dipende da quanto zucchero (il vino) ha: 6, 7, 8 giorni, giorni, a
                    seconda.’
               La situazione nell’ambito del numero 5, che si trova per così dire all’in-
            terfaccia tra i numeri slavi e quelli presi in prestito, è esemplificata in (8)
            da due frasi originali di parlanti anziani. Mentre in (8a) si trova lo slavo
            pet, in (8b) compare čing come equivalente preso in prestito, accanto ai nu-
            meri slavi tri, dva e il numero nostrificato sèj.
               (8a)  Alor ti dajam pet dani gen.pl  vrima!
                    ‘Allora ti do cinque giorni di tempo!’
               (8b)  Bihma: Moja sekarva, ja a tri dica,  dva ja, čing, moja sekarva, sèj.
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                    ‘Eravamo: mia suocera, io e tre figli, due io, cinque, mia suocera, sei.’


            9  La forma dica ‘figli’ nom.pl  al posto del paucale tri ditata è irregolare. La ragione di que-
               sto lapsus va cercata nello stato quasi suppletivo di dite in combinazione con la serie
               di numerali successiva, che richiedono diversi tipi di reggenza, cosa che avrebbe con-
               fuso l’informatrice. Tuttavia, va detto che le deviazioni dall’uso regolare del paucale
                                                                 pc
               non sono rarissime; cf. ad esempio tri dičalje nom.pl  invece di tri dičalja  in (10c).

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