Page 36 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Walter Breu e Malinka Pila
Di seguito, la reggenza viene illustrata con alcuni esempi. Nella frase
(1), la forma jena si trova due volte per ‘1’, nel primo caso foneticamente
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[jé:na] (f), nel secondo [jéna] (m). Inoltre, ricorre due volte la forma breve
na (articolo indefinito). In più compare il numero maschile 2 che, secon-
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do le regole paucali dello slm., regge il nom.pl dell’aggettivo (sostantiva-
to) maskuj ‘maschio = uomo’.
(1) Nondeka biša jena, na dizgracijana do žene, na polidzjota e dva
maskule… jena (škafun) na-pe bane.
‘Ce n’era una, una disgraziata di donna, una poliziotta e due uomini …
(mi hanno dato) uno (schiaffo) da entrambi i lati.’
Negli esempi in (2) compare il numero 2 che regge il sostantivo secondo
le regole del paucale, ossia con una forma che corrisponde al gen.sg nel
caso del maschile in (2a) e al nom.pl nel caso del femminile in (2b).
(2a) Alor je riva, biša na kapitan tedesk aš dva soldata.
‘Poi arrivò, era un capitano tedesco e due soldati.’
(2b) Su stal dvi divojke. 8
‘C’erano due ragazze.’
I numeri 3 e 4 sono esemplificati in (3a/b), entrambi con il maschile al
paucale.
(3a) Oni je čija tri džira okula.
‘Quello ha fatto tre giri intorno.’
(3b) Mi činaša platit afit kana ka bihma četar čeljada!
‘Mi ha fatto pagare l’affitto come se fossimo quattro persone!’
Gli esempi (4) e (5) contengono i numeri presi in prestito 6, 7 e 10, che
reggono il gen.pl del sostantivo e dell’aggettivo. Come si può vedere in
(6), questo vale anche per la reggenza dei loro equivalenti indigeni (šest,
6 Nel secondo caso deve trattarsi della forma maschile non solo per le sue caratteri-
stiche soprasegmentali (accento breve ascendente + a piena, in contrasto con l’ac-
cento lu ngo ascendente e la a sussurrata nel femminile), ma anche per la desinen-
za dell’accusativo, che è la stessa del nominativo nei maschili, ma sarebbe jenu acc.
sg nei femminili. Si tratta di un’ellissi con omissione di un sostantivo maschile,
per esempio škafun ‘schiaffo’.
7 Per lo sviluppo dell’articolo indefinito dal numero jena ‘1’ in slavomolisano cf. Breu
(2003); si veda in particolare il suo uso prima di altri numerali con il significato di
“circa”, p.es. na desat čendimetri ‘circa 10 cm’, tematizzato anche per il resiano in pa-
ragrafo «La declinazione dei numeri cardinali resiani» a pagina 49. Diversamen-
te dal resiano si tratta tuttavia della forma del neutro singolare (Breu 2003, 54).
e
8 Il nom.pl.f divojk ha la vocale sussurrata -e (che nell’esempio non è specificamente se-
gnalata), mentre il gen.sg.f divojke avrebbe la e piena, proveniente da una vocale lunga.
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