Page 35 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Il sistema dei numeri cardinali nel contatto linguistico:




















            Schema 1  La reggenza del numero 2 nelle lingue slave

            maschile dva (m) ljudata (pc) stare (pc=nom.pl) ‘due uomini anziani’ vs.
            ljuda (nom.pl) stare (nom.pl) ‘uomini anziani’.  Nei femminili (f), il pau-
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            cale corrisponde al nom.pl sia per quanto riguarda il sostantivo che per
            l’attributo, p. es. dvi žene stare ‘due donne anziane’. Con i numeri dal 5 in
            su il sostantivo e l’attributo presentano in entrambi i generi la stessa reg-
            genza, ossia il gen.pl, p. es. pet ljudi starihi ‘cinque uomini anziani’, pet žen
            starihi ‘cinque donne anziane’.
               Questo porta lo slavomolisano un passo più vicino alla completa coin-
            cidenza della forma del paucale con il nominativo plurale, che sappiamo
            essere il caso di 2-4 in polacco, ceco, slovacco, bielorusso e ucraino o di 3 e
            4 in sloveno e nelle lingue sorabe (qui il 2 regge il duale). Nello schema 1, la
            reggenza paucale dello slm. per il numero 2 è inserita in un contesto slavo
            complessivo. Rispetto allo schema originale in Breu (2013, 12), qui è sta-
            to aggiunto il resiano, che si comporta in quest’ambito come lo sloveno.
               Quando i numerali stessi non vengono declinati, vedi sotto, la reggenza
            paucale si applica a tutti i casi dei numeri reggenti. Oltre ad essere la reg-
            genza dei numeri slavi dal 5 in poi, il gen.pl è anche la reggenza di tutti i
            numeri presi in prestito dal molisano, compresi i numerali composti da de-
            cina + unità, ad esempio òtčjend / vindiduj abitandi gen.pl.  ‘800 / 22 abitanti’, a
            meno che non si applichino regole speciali, che saranno discusse più avanti.


            5  Diversamente da questi esempi, nei quali compaiono desinenze segmentalmente di-
               stinte di paucale e nominativo plurale, la differenza formale fra questi due casi si ri-
               duce spesso alla sola distinzione soprasegmentale con la desinenza a in entrambi i
               casi, ma con vocale breve sussurrata (scritta in apice) al paucale e con vocale chiara
                                                  a
               (= storicamente lunga) al plurale, p. es. dva muž  pc : muža nom.pl . Sulla fonetica e fono-
               logia dello slavomolisano di Acquaviva cf. p. es. Breu (1999).

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