Page 160 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Svetlana Slavkova


                    Anche in questo caso, possiamo concludere che i NPP femminili fino-
                  ra analizzati possiedono forme standardizzate di vocativo che in conte-
                  sti allocutivi si alternano con la forma base, nominativa (vedi Tabella 2).
                    Dalla Tabella 2 si evince che la scelta della forma del NPP con cui rivol-
                  gersi a una persona dipende, da un lato, dalla presenza nel sistema allocu-
                  tivo di forme allocutive specifiche e, dall’altro, da fattori pragmatici, qua-
                  li la distanza interpersonale, il livello di formalità della comunicazione,
                  la manifestazione della cortesia linguistica. Vediamo che per quanto ri-
                  guarda il NPP pieno, la forma allocutiva standard in -o viene evitata pro-
                  prio per motivi pragmatici, in quanto poco cortese, e, di conseguenza, vie-
                  ne sostituita da quella nominativa priva di desinenza vocativa, che, pur
                  appartenendo all’ambito formale della comunicazione, allarga il proprio
                  campo di utilizzo e “copre” anche il campo informale. Tuttavia, in caso di
                  rapporto solidale e cortese può essere scelta anche la forma ipocoristica
                  del nome (Elenka) che nella funzione vocativale assume la desinenza -e e
                  diventa Elenke. Questa ultima può essere considerata alternativa al voca-
                  tivo in -e della forma breve (che per definizione esclude la distanza e la
                  formalità del rapporto interpersonale). L’effetto pragmatico, che unisce il
                  rapporto solidale e la cortesia linguistica accorcia le distanze e “deforma-
                  lizza” la situazione comunicativa, quindi, si ottiene grazie a due meccani-
                  smi diversi: nel primo caso, viene usato il suffisso ipocoristico unito alla
                  desinenza del vocativo -e, nel secondo, alla forma breve del NPP si aggiun-
                  ge la stessa desinenza del vocativo -e. Il peso della desinenza -e nei due
                  casi è diverso: nel primo essa è in un certo senso obbligatoria dopo il suf-
                  fisso -k- (Elenke < Elenka), nel secondo è dettato soprattutto dall’esigenza
                  di sintonia con il valore pragmatico della forma breve del NPP femmini-
                  le (Nade < Nada / Nadja).
                  Forme di NPP innovative
                  Oltre alle forme tradizionalmente impiegate in funzione allocutiva, in al-
                  cune situazioni comunicative possono essere usate altre forme di nomi
                  propri di persona che presentano una marcata valenza pragmatica. Si trat-
                  ta di nomi con articolo determinativo. In primo luogo, va detto che forme
                  di nome proprio di persona con articolo non sono estranee all’area balca-
                  nica in generale, infatti, sono presenti in greco e in rumeno, per esempio.
                  In greco moderno, dove il nome al vocativo formalmente può coincide-
                  re con la forma nominativa, è proprio l’assenza dell’articolo a marcare il
                  caso vocativo, distinguendolo in questo modo dal nominativo usato con
                  articolo. In rumeno invece, dove esiste una specifica forma di vocativo in


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