Page 156 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Svetlana Slavkova


                  co (15), dall’altra forma il vocativo vero e proprio, creando un’alternativa
                  al vocativo in -e (16) e (17), soprattutto se per il nome in questione non esi-
                  ste una forma breve standardizzata (16).
                    (15)  Može Stojančo REF  (< Stojan) i sam da ide za razrešenijata, a prez tova
                          vreme te šte si otpočinat.
                    (16)  I vie, Părvane i Stojančo VOC  (< Stojan), gledajte da svăršite rabotata
                          si po-skoro i da bădete gotovi do obed.

                    (17)  Po edno vreme v kuchnjata nadnikna  Anton REF . «Njama li, kaz-
                          va, brat, nešto za chapvane ot ochvicerskoto?» […] «Ami, kazvam,
                          Antončo VOC  (< Anton), viž tam v miskata s prepărženoto». 14
                    L’utilizzo del suffisso -čo con i nomi propri di persona maschili in bul-
                                                                                   15
                  garo ricorda la situazione nella lingua turca, dove in funzione di appello
                  si osserva l’uso del nome proprio di persona con l’aggiunta di due suffis-
                  si: -cik (usato per la formazione di diminutivi e vezzeggiativi che ha diver-
                  si allomorfi) e il possessivo -im [mio]. Si ottengono in questo modo forme
                  vocativali come Achmet-çiğ-im.  Tale uso è riservato a contesti intimi e fa-
                                             16
                  miliari e pertanto esclude il pronome allocutivo Siz [Voi] (si veda a pro-
                  posito Gargalăk 2006, Napol’nova 2015, Sarigoz, Pobedonosceva e Abilov
                  2018). In bulgaro, l’uso di questi ipocoristici non è limitato ai contesti vo-
                  cativali, ma è possibile anche in quelli referenziali e trasmette, in ogni
                  caso, una notevole carica affettiva.
                    Possiamo concludere che i NPP maschili finora analizzati possiedono
                  forme standardizzate di vocativo, ma è altrettanto possibile l’uso in fun-



                  14 In generale, però, il suffisso -čo è un formante usato per i nomi comuni di caratte-
                    re valutativo riferiti a persone aventi una certa caratteristica (glupčo, k’orčo, svirčo,
                    tăpčo). Come formante di nomi comuni di persona ha un uso limitato in quanto for-
                    ma soprattutto nomignoli offensivi o (auto)ironici e si conserva sia in funzione refe-
                    renziale (i), sia nei contesti allocutivi con funzione vocativa (ii). In funzione referen-
                    ziale possono essere usate le forme tăpak e tăpčo, glupak e glupčo mentre in finzione
                    vocativale abbiamo i tradizionali tăpako, glupako con desinenza -o alternati con tăpak
                    e tăpčo, glupak e glupčo. Ricordiamo comunque che il suffisso diminutivo maschile
                    produttivo per i nomi comuni è -če e non -čo (fitilče, ventilče, bratče): (i) Kogato pročet-
                    och tazi kniga, vidjach, če săm goljam tăpčo REF . Vidjach kolko raboti ne znaech; (ii) Az săšto
                    mu se usmichnach i prošepnach na Aleksandăr: – Uči se na văzpitanie, tăpčo. VOC .
                  15 Ricordiamo che in turco non esiste una forma specifica e grammaticalizzata per il
                    vocativo.
                  16 In (Napol’nova 2015) questa forma è tradotta in russo come ‘Achmet-čik-moj’ [‘Ach-
                    met-piccolo-mio’].


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