Page 67 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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La lingua russa al tempo della pandemia
kovid, derivato dall’acronimo inglese formato dalle iniziali di COrona,
VIrus e Disease, koronavirus non è un neologismo, ma un termine usato nei
media già a partire dal 2000 per designare una famiglia di virus respirato-
ri capaci di provocare un’ampia gamma di patologie (Gromenko, Pavlova
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e Priemyševa 2020, 4); nei primi mesi del 2020 il suo significato subisce
una risemantizzazione funzionale e si restringe per indicare il coronavi-
rus specifico responsabile della più recente pandemia (il cui nome scienti-
fico è 2019-nCoV); successivamente, come abbiamo visto, il termine esten-
de il suo significato fino a sviluppare un rapporto di sinonimia con kovid.
La serie sinonimica karantin, samoizoljacija, lokdaun viene impiegata
in senso ampio in riferimento alle misure di chiusura emergenziale che
avevano lo scopo di prevenire la diffusione dell’infezione durante il pe-
riodo di trasmissibilità (Priemyševa 2021a, 26; 2021d, 182-183, 229-230;
Gromenko, Pavlova e Priemyševa 2020, 8). Tutte e tre le unità lessicali,
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che si sono affermate in russo in tempi diversi, riproducono dei modelli
alloglotti: la prima ad entrare in russo è stata la voce karantin, che ha fat-
to la sua comparsa nel primo quarto del Settecento attraverso la media-
zione del francese quarantaine. La voce samoizoljacija, glossata come cal-
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co dall’inglese self-isolation, si è diffusa dagli anni Trenta del Novecento
come termine settoriale negli àmbiti della politica, della psicologia e della
fisica, e ha continuato a essere impiegata per lo più nel contesto socio-po-
litico fino all’inizio dell’attuale pandemia; nella nuova accezione ha preso
a essere impiegata per indicare ‘le misure di chiusura emergenziale inte-
se a contenere la diffusione del virus’, perdendo in questo modo la compo-
nente semantica della volontarietà; si è pertanto creata una contraddizio-
ne fra l’articolazione morfologica e il significato del composto: l’elemento
formativo samo- (corrispondente all’italiano ‘auto-’) dovrebbe infatti in-
dicare la volontarietà dell’azione, ma la volontarietà cessa di avere un ruo-
lo nel momento in cui sono le autorità a richiedere l’osservanza delle mi-
sure restrittive. È in questo contesto che nel 2020 ha preso a diffondersi,
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10 Considerazioni simili si possono fare per l’italiano: la prima attestazione del ter-
mine nella stampa italiana risale addirittura al 1970 (Pietrini 2021, 24).
11 Per l’italiano cf. Pietrini (2021, 15-19).
12 Possiamo aggiungere che per l’ingresso della voce karantin (attestata dal 1715 nel-
le forme karanten e karantena) non è esclusa una partecipazione dell’italiano (cf. So-
rokin 1997, 253; Gherbezza 2019, 263).
13 Qui la riflessione linguistica sconfina nell’interpretazione giuridica, che rimane
ovviamente fuori dalla presente trattazione. Per i dettagli si veda Vepreva e Ku-
prina (2021, 1201-1223), Priemyševa (2021d, 229-230) e Gromenko, Pavlova e Pri-
emyševa (2020, 8-9).
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