Page 64 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Ettore Gherbezza


                  ti che interessano la morfologia e la semantica, lasciando spazio anche ad
                  alcune riflessioni che pertengono alla pragmatica linguistica, al fine di
                  considerare l’uso che della lingua viene fatto. I singoli aspetti trattati sca-
                  turiscono essenzialmente dall’osservazione della lingua dei media, per-
                  tanto gli esempi che verranno prodotti sono stati raccolti nei media russi
                  o in rete: ove possibile è stato consultato in prima battuta il Nacional’nyj
                  korpus russkogo jazyka (NK), ma poiché l’arco temporale di riferimento è
                  particolarmente ravvicinato, si è scelto di attingere ai siti di media molto
                  popolari come i quotidiani Kommersant’’ e Rossijskaja gazeta, e le agenzie
                  di stampa RIA Novosti e TASS. 2

                  Il sistema lessicale
                  La funzione neologica costituisce una delle caratteristiche principali di
                  tutte le lingue standard. Per mostrare come parole e concetti della pande-
                  mia sono passati con estrema rapidità da un paese all’altro e da una lin-
                  gua all’altra, anche a grande distanza, vorrei muovere da una voce italia-
                  na che nella fase più difficile del lockdown ha trovato eco immediata in
                  Europa ed è arrivata fino in Russia: ‘balcone’, o meglio ‘i canti dal balco-
                  ne’. Ecco una proposta di definizione del neologismo italiano (Mottinelli
                  2020):
                    “Nel tempo del virus si sono ristretti gli spazi. […] E il balcone, per chi
                  ce l’ha, ha assunto un nuovo significato. Da piccola sporgenza sul vuoto
                  esterno da trattare come grande davanzale per ospitare piante e fiori, o
                  disimpegno di servizio, il balcone è diventato il luogo della socialità mini-
                  ma. […] ci si è dati appuntamento in queste piazze diffuse e polverizzate
                  che tratteggiano le facciate dei palazzi. Tutti al balcone per cantare o per
                  ascoltare l’inno nazionale o per applaudire il personale sanitario o for-
                  se solo per farsi compagnia. E così il balcone si è trasformato idealmen-
                  te in un piccolo palcoscenico su cui teatralizzare la propria presenza, an-
                  che solo per dire di esserci, per condividere qualcosa col pubblico fatto di
                  altrettanti attori come noi. Ma, di più, abbiamo scoperto che il balcone è
                  in fondo un trampolino; che da quella breve propaggine ci si può slancia-
                  re fuori alla ricerca di un contatto anche solo simbolico con gli altri […]”.
                    Ecco, quegli applausi, quei canti, quei balconi hanno fatto il giro del
                  mondo e sono entrati nello Slovar’ russkogo jazyka koronavirusnoj ėpochi




                  2  In alcuni rari casi sono stati ripresi singoli esempi da altre pubblicazioni, di cui vie-
                    ne data puntuale indicazione.


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