Page 167 - Dalle origini ai giorni nostri: convergenze e divergenze tra lingue slave
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Osservazioni su alcune forme dei nomi propri di persona in bulgaro in funzione allocutiva


               Nel caso dei nomi pieni femminili, al contrario, si evita la desinenza
            vocativale tradizionale -o in quanto nella comunicazione moderna è di-
            ventata segno di comportamento scortese e poco elegante (Elena > Eleno).
            Per questo motivo sia in contesti neutrali che in quelli formali viene usa-
            to con regolarità il nome pieno non modificato (Elena).
               In contesti di maggiore carica affettiva tra gli interlocutori le forme
            ipocoristiche maschili restano invariate (Vasilčo), mentre quelle femmi-
            nili senza difficoltà formano il vocativo in -e (naturale dopo la -k: Elenka
            > Elenke). Simile è il comportamento delle tradizionali varianti brevi dei
            nomi propri bulgari: i maschili in -o non cambiano (Vaso, Vasko), mentre
            i femminili assumono la desinenza -e (Katja [oppure Kata] > Kate), anche
            se, in quest’ultimo caso, è possibile anche la forma breve base (Katja).
               Tutti i nomi propri di persona che nella forma referenziale si usano con
            articolo nei contesti vocativali lo perdono (cf. i maschili Vaskata > Vaska,
            Boreto > Bore e i femminili Lenčeto > Lenče, Nadeto > Nade) restando co-
            munque nomi che segnano una ridotta distanza interpersonale e un rap-
            porto affettivo profondo e solidale. Quanto detto fino a qui vale anche per
            i nomi brevi in -i (Mimito > Mimi; Bogito > Bogi).
               Le specificità e le innovazioni nell’ambito delle funzioni vocativali dei
            NPP in bulgaro, ovvero il valore dispregiativo dei vocativi in -o per i fem-
            minili (già affermatosi), come anche in turco e in rumeno, il ricorrere a
            forme ipocoristiche (come similmente fa il turco anche se in esso non esi-
            stono forme vocativali specializzate e in alcuni contesti allocutivi vengo-
            no usati i nomi propri di persona con suffisso diminutivo), la presenza di
            articolo per alcuni nomi bulgari in contesto referenziale e la sua omissio-
            ne nel vocativo (analogamente alla lingua greca) permettono di ipotizza-
            re l’appartenenza delle forme vocativali non tradizionali del bulgaro a un
            contesto balcanico, pur disomogeneo, ma sicuramente dinamico, intrec-
            ciato e con una forte valenza pragmatica.

                  Riferimenti bibliografici
                  Croitor B., e V. Hill. 2013. «Vocatives.» In A Reference Grammar of
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                     Amsterdam: Benjamins..
                  Čakărova, K. 2011. «Formalno-semantična charakteristika na
                     săštestvitelnite imena ot obšt rod v săvremennija bălgarski ezik.» In
                     Sledite na slovoto: Jubiòeen sbornik v čest na prof.d.f.n. Diana Ivanova,
                     324-340. Plovdiv: Kontekst.





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